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Pillole di sociale

L'arte di educare

LLaboratorio manipolativo, arte, natura. Tre concetti semplici che racchiudono e sviluppano ampi progetti educativi e psico-educativi sia nei contesti dei laboratori scolastici, che nei centri estivi, ma anche in contesti riabilitativi. Alcune attività sono consolidate da anni, altre via via hanno preso forma, per rispondere a bisogni di diversa natura. Perché riparlare con particolare attenzione dell'importanza di una dimensione laboratoriale o di attività immerse nel verde?

Negli ultimi tempi vi è un dilagare di articoli che parlano ed evidenziano sempre più la necessità “del fare” e “stare all'aria aperta”; nell'era della tecnologia e dei videogiochi, dove il bambino spesso gioca da solo e si abitua a “superare” le difficoltà, accedendo al livello superiore, eliminando il problema non affrontandolo, forse occorre trovare più spazio per riappropriarsi di esperienze. Per l'educatore che segue questi progetti e si occupa di bambini e di bambine, professionista dell'educazione, sa benissimo quanto sia sottile il filo che lega il fare esperienze allo sviluppo cognitivo-emotivo e relazionale del bambino, di quanto favoriscano competenze comunicative, dove narrazione e gioco permettono di avvicinarsi al mondo emotivo per aiutarli a esprimersi e offrire momenti di riflessione su come sia possibile superare le proprie paure e ostacoli che si incontrano via via nel percorso, ne è l'esempio del laboratorio ludico comunicativo. 

A. Pellai, scrive “I giovanissimi vivono in un contesto che li spinge sempre più ad agire senza pensare, a non “so-stare” mai nel principio di realtà”, è per questo motivo che gli adulti hanno un ruolo fondamentale nella costruzione dell'identità di un bambino e delle sue capacità psico-sociali aiutandolo ad avere sempre più consapevolezza di sé. La pedagogia ci ha insegnato” quanto fosse importante il “fare”, è Maria Montessori che elabora il concetto di esperienza, dove “il fare l'azione rappresentano la manifestazione del pensiero. Autori e specialisti più recenti ci hanno insegnato come queste dimensioni siano il fulcro del progetto educativo, laddove la natura ci insegna “l'arte dell'attesa e della pazienza”, affinando le capacità sensoriali per lo sviluppo cognitivo e relazionale del bambino.

Nascono da questi presupposti pedagogici, i progetti estivi e scolastici, come il centro estivo “Agricampo” ad Ozzano dell'Emilia e la sperimentazione della pedagogia Montessori del nido Cornelia. Gli educatori di Seacoop sostengono da anni proposte educative che mirano a migliorare le capacità relazionali (laboratorio delle abilità sociali) e alla consapevolezza di sé dei propri punti di forza e fragilità, con laboratori creativi (con materiali di recupero o l'utilizzo dell'argilla) altre volte è il teatro, tutti volti ad ottenere il meglio delle potenzialità cognitive del bambino e della bambina.

A cura di Paola Gramantieri
Educatrice Professionale
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