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Con-tatto... - La ceramica in Tartaruga

Con-tatto... - La ceramica in Tartaruga“Allora, per favore, qualcuno prenda i taglieri. Qualcun altro i mattarelli. Qualche ciotolina con l'acqua. Poi iniziamo a fare un po' di sfoglia e cominciamo a modellare qualche forma…”

Anche se potrebbe sembrare, non ci troviamo in un panificio dove qualche brava azdora sta iniziando a “tirare” la sfoglia per dei tortellini o sta preparando dei biscotti. Siamo in un laboratorio di ceramica: per la precisione nel nostro laboratorio di ceramica, al Centro Occupazionale “La Tartaruga”. E mentre in sottofondo echeggia una radio e qualcun altro canticchia la hit del momento, potrete vedere mani che si muovono impegnate a dare forma ad una creta che fino a pochi istanti prima appariva inerme, accanto ad altre mani impegnate a dipingere argilla con pennellini di precisione. Nel caso poi vi stiate chiedendo che differenza c'è tra un laboratorio qualsiasi di ceramica e il nostro, è presto detto…

Innanzitutto, nel nostro laboratorio si dà una certa importanza alle parole, agli sguardi, alle emozioni delle persone che lo frequentano…
Ad esempio: una forma non proprio impeccabile? “Sai, è molto originale!”. Danni imprevisti? “Non preoccuparti, succede… rimpastiamola e rifacciamola insieme!”. E poi… nel nostro laboratorio alcuni concetti come quello di “tempo di produzione” assumono altri significati e lasciano spazio ad altri come “lavoro di squadra”.

Quante volte sarete arrivati a lavoro con poca voglia, vi sarete sentiti un po' improduttivi o vi sarete rimproverati lasciandovi andare a frasi come “oggi non ho concluso niente!”? Ecco nel nostro laboratorio, quando qualcuno proprio non è in giornata, trova subito qualcun altro che lo sostituisce senza entrare in competizione e senza, udite udite, chiedere nulla in cambio!

Quante volte seguendo un'arzigogolata procedura lavorativa vi sarete resi conto che poteva essere migliorata oppure che semplicemente non vi piaceva? Beh, nel nostro laboratorio il piano di produzione è calibrato sulle capacità specifiche delle persone. Quante volte davanti ad una formula di Excel vi sarete sentiti inadatti? Beh, nel nostro laboratorio si aggira l'ostacolo dividendosi i compiti, c'è chi è più capace di fare una cosa, chi un'altra senza che questo influenzi le nostre “performance personali”: ad ognuno il suo, quel che conta è il risultato del gruppo…

Quel che conta non è il rispetto di procedure standard o tempi predefiniti o competizione tra colleghi… in primis c'è uno spirito di gruppo dove l'importante è “esserci”, dare il proprio contributo senza stare a “pesarlo” ma valorizzando ogni persona per quanto fatto. A volte può capitare di avere l'impressione di perdersi, di non trovare il bandolo della matassa o trovare ostacoli apparentemente insormontabili; ma per chi lavora quotidianamente in questa realtà, non c'è cosa più bella di vedere con quale orgoglio i nostri ceramisti ci tengono ad esibire il loro lavoro ai nostri clienti e come si sviluppino risorse a volte inaspettate dalla relazione con loro e dalla motivazione al fare che ne consegue.

In fondo è così naturale: ciascuno con le proprie capacità, a ciascuno secondo il suo bisogno…con quella voglia di fare, sentirsi utili ed apprezzati dagli altri che credo alla fin fine caratterizzi ciascuno di noi. Imprevisti e difficoltà sono inevitabili quando ci si butta in un nuovo progetto, ma vuoi mettere la soddisfazione di sentirsi dire “Bravi, avete fatto proprio un bel lavoro, le bomboniere sono bellissime!!”
Quando questo accade, il gruppo e le persone che lo compongono appaiono subito più forti, la voglia di sentirsi nuovamente apprezzati per il lavoro fatto pare rafforzare la voglia di esserci e partecipare, sostenendo le persone – anche nei momenti di difficoltà - ad impegnarsi al massimo per raggiungere l'obiettivo.

In una società che ci richiede di essere individui sempre più performanti e sempre più competitivi, si tratterà di concetti forse un po' desueti… ma vedete la cosa bella è che può funzionare!

Non sarà che alla fin fine un clima di compartecipazione permetta ad ogni persona di esprimersi al meglio? Non sarà che alla fin fine è più importante sentirsi davvero parte di un gruppo che ottenere performance migliori del nostro vicino di casa? Forse non è sempre così…ma poi ci sono anche momenti in cui mi chiedo se non sia proprio così: succede in quei momenti in cui il nostro laboratorio sembra finalmente aver trovato la quadratura del cerchio! Ma a proposito di cerchi… ”Allora, per favore, qualcuno prenda i taglieri. Qualcun altro i mattarelli. Qualche ciotolina con l'acqua. Poi iniziamo a fare un po' di sfoglia e cominciamo a modellare qualche forma…”

Valeriano Palermo
Educatore
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